Utilizzo una fotocamera compatta CANON G16 con una custodia Fantasea FG16 per scattare fotografie sott’acqua.Delle volte volendo immortalare  particolari soggetti, date le loro millesimali dimensioni, oppure avere maggiori dettagli di un soggetto un po’ più grande, ricorro all’utilizzo di una lente “di ingrandimento” aggiuntiva.Più precisamente tra le innumerevoli lenti in commercio, dopo un accurato studio delle varie caratteristiche, mi sono orientato sull’acquisto di una AQUAKO IV. La lente si presenta molto compatta dalle dimensioni  di 55×42 mm con un diametro esterno alla filettatura M52 ed un peso di soli 185gr. La lente viene venduta con un anello adattatore M67 in quanto in commercio tutte le staffa per queste lenti aggiuntive hanno un passo da 67mm perché tutte le altre lenti in commercio sono dotate di queste dimensioni di filettatura. La AQUAKO avendo una filettatura più piccola ne beneficia del peso e delle dimensioni senza però tralasciare o esser di meno con le sue prestazioni. In commercio AQUAKO viene venduta in ben 4 modelli:  I-II-III-IV che si differenziano tra di loro per fattore di ingrandimento. Quella da me scelta e testata è il modello IV il più potente tra tutte con fattore ingrandimento 2,5X equivalente a  +16 diottrie. Tramite l’anello adattatore in dotazione l’ho avvitata sulla mia staffa a baionetta. Inizialmente ho impostato la messa a fuoco della macchina in automatico ma mi sono reso conto delle difficoltà della stessa soprattutto quando ci sono dei soggetti di pochi mm, la fotocamera non riesce a mettere a fuoco mentre si utilizza questa lente perché si ha un campo ristrettissimo. E’ vero che è una lente molto potente e direi la più potente del mercato in fattore ingrandimento, ma questo comporta giustamente un restringimento del campo di messa a fuoco. Per ovviare a tale problema ho provato ad utilizzare la MF manuale. Varie prove mi hanno fatto concludere che con la CANON G16 la MF ottimale da impostare è di 20 cm di distanza tra focale e soggetto che comporta una distanza esterna tra lente macro e soggetto di soli 3 cm. Tale lente è stata testata in modalità manuale variando le aperture della focale e devo dire che sono molto soddisfatto dei risultati. Ecco alcuni esempi:

scatto in f5,0 lunghezza focale 18,2mm crop del 40%

scatto in f 4,0 lunghezza focale 20,4 mm crop 15%

scatto in f 5,0 lunghezza focale 20,4 mm crop 20%

Gli ultimi due scatti sono dettagli di soggetti abbastanza grandi da notare che la lente non porta nessuna aberrazione cromatica ed i dettagli sono più che soddisfacenti. Durante i miei test ho potuto riscontrare un piccolo “difetto” di tale lente e più precisamente sono i contorni che esse sfalsa in determinate aperture focali della CANON G16. Comunque con  maggior pratica e un maggior controllo delle potenzialità della fotocamera si posso ottenere, nonostante questo piccolo “difetto”, dei  risultati veramente creativi. Si tratta di un effetto mosso intorno allo scatto che talvolta rende la foto più artistica. Ecco un esempio

In basso a dx si può notare un effetto sfuocato in modo circolare che è come se seguisse appunto la forma della lente, ma come si può ben vedere in questo caso non disturba affatto; lo scatto è stato eseguito a f 5,0 lunghezza focale 20,4 e crop del 40%.

Tale difetto l’ho riscontrato infatti con apertura focale che va da f 4,0 sino a f 5,5. Il prezzo di tale lente è il secondo fattore positivo, in quanto viene venduta ad un prezzo che a volte è la metà delle lente più blasonate ed elogiate. Concludo con un’immagine che mette in comparazione le lenti AQUAKO con le altre lenti più vendute sul nostro mercato.

AUTORE
Andrea Astore

By | 2018-02-19T17:27:12+00:00 febbraio 19th, 2018|Categories: foto e video, Test attrezzature, Ultimi articoli|2 Comments

2 Comments

  1. Giuseppe TROISI 23 marzo 2018 at 11:13 - Reply

    Grazie Andrea per le dritte che spero quanto prima di mettere in pratica. Ciao , Giuseppe Troisi

  2. Andrea Astore 26 marzo 2018 at 20:25 - Reply

    Grazie a te Giuseppe per aver letto ed apprezzato

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