Oggi  i subacquei, anche gli  Open Water Diver, sono bravissimi nel effettuare le manovre di compensazione. I più sanno anche  quanti e quali sono i tre metodi più conosciuti, ma se chiedi loro chi le ha scoperte e chi le ha studiate non ricordano o non conoscono questi particolari. La compensazione forzata dell’orecchio medio è una tecnica per bilanciare la pressione dell’orecchio medio a quella ambientale; in particolare viene utilizzata nell’ambito delle immersioni subacquee. Altri ambiti di applicazione di tale tecnica sono tutti quelli in cui il soggetto si trovi a dover fronteggiare repentine variazioni della pressione esterna, quali il paracadutismo, le rapide cabrate e picchiate del volo acrobatico, la discesa in miniera e persino l’affrontare velocemente in auto una strada di montagna. Per effetto della pressione esterna, l’aria contenuta nei Polmoni tenderà a raggiungere tutte le cavità del nostro organismo, compensandole in modo spontaneo; con un’eccezione: l’orecchio medio. Accade che la trachea, la laringe, i seni frontali e quelli paranasali, in quanto tutti collegati all’apparato respiratorio, ricevono dai polmoni aria alla stessa pressione di quell’esterna e, per effetto di quest’equivalenza, non subiscono nessun tipo di danneggiamento, né sono a rischio d’implosione. Anche l’apparato auditivo è collegato alle vie respiratorie, ma l’orecchio medio, a causa di una particolare struttura chiamata trombra di Eustachio (canale particolarmente stretto e sinuoso), non riesce a compensare spontaneamente ed ha bisogno di particolari manovre per raggiungere un’equivalenza di pressione con l’esterno.

La desclutizione è la manovra più comune che viene utilizzata per effettuare la compensazione, spesso però nell subacuea non ha un’efficacia sempre ottimale. Per questo esistono tre metodi più risolutivi che aiutano il subacqueo a compensare in totale sicurezza:

E bene quindi conoscere e approfondire le tre tecniche per sapere in quale momento e/o ambito  utilizzarle. Ovviamente per gli apneisti è consigliabile usare la tecnica di Marcante-Odaglia, la più sicura da rischi e con meno spreco di aria e sforzo. Per chi utilizza gli ARA (auto respiratori ad aria) si può scegliere  tra  la manovra di Toynbee oppure, in caso di difficoltà nella compensazione, si possono utilizzare le altre due, ma ricordiamoci sempre di fare molta pratica e di risalire un pochino qual’ora la compensazione non ha avuto l’effetto desiderato.

By | 2018-02-14T13:02:34+00:00 febbraio 10th, 2018|Categories: Medicina, Ultimi articoli|0 Comments

Rispondi