Il mare del Salento custodisce gelosamente  testimonianze storiche della Seconda Guerra Mondiale, e molto spesso ci dimentichiamo o che non diamo molto importanza.  Il ricordo degli avvenimenti non soltanto ci arricchisce culturalmente ma ci dice chi siamo stati, “un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente”. (cit. Indro Montanelli).  Ci sono avvenimenti che sui libri di storia o sulle enciclopedie non troviamo,  solo grazie alla passione e alla tenacia di alcuni appassionati  possiamo recuperare un pezzo di storia. Recentemente è stato scoperto un relitto nel Mar Jonio, le carte nautiche segnalavano da tempo quel punto ma nessuno mai aveva idea di quale nave era nascosta negli abissi. Il mare speso è uno scrigno che nasconde gelosamente i propri tesori, e che ne rivela il contenuto a pochi temerari subacquei. questo è il caso del ritrovamento , dopo 73 anni,  della nave  Lanciotto Padre, a cui il team del Diving  “Costa del sud”, ritrovandolo,  ha ridato  al relitto il suo nome e riscoprendo la sua storia. Il Lanciotto Padre faceva parte della flotta che il 10 settembre del 1943, due giorni dopo l’armistizio, partì dal porto di Fiume per rimpatriare il tesoro della Banca d’Italia. Sei giorni dopo, il piroscafo  si inabissò nel Golfo di Taranto, dopo l’impatto con una mina.  Le ricerche del relitto da parte del   team capitanato da Andrea Costantini , titolare del centro sub,  sono partite un anno prima:  alcuni pescatori avevo raccontato che in quel tratto di mare le reti da pesca si incagliavano inspiegabilmente, e quando in una di esse venne ritrovato un porta vivande militare, il motivo fu facilmente spiegato. Li sotto c’era un relitto di una nave della Regia Marina Militare. Costantini decide di voler ridare il nome al quella nave, perciò si mette in contatto con l’ente che gestisce quel tratto di mare: l’area marina di Porto Cesareo, attraverso il loro supporto con mezzi nautici equipaggiati di “side scansonar”, riescono a trovare il relitto. Questa nave, di cui ancora non si sa il nome, giace a circa 10 miglia dalla costa nei pressi di Torre Inserraglio ad una profondità di 106 metri.

Dopo aver trovato il relitto si decide di consultare gli archivi storici della Marina, si scopre che il Piroscafo “Lanciotto Padre” er  una imbarcazione commerciale per la pesca, costruita nel 1921 dall’armatore genovese Lancillotto Saltamerenda e requisita dalla Regia marina nel 1940. Il 10 settembre 1943 il piroscafo, insieme ai sommergibili Ametista, Otaria e Ruggero Settimo, la nave appoggio sommergibili Quarnerolo, l’incrociatore ausiliario Mocenigo, altri sei piroscafi (tra cui tra cui lo Iadera con il tesoro della Banca d’Italia) e 14 motopescherecci, partì dal porto di Fiume in direzione Sud. La missione era quella di rimpatriare i fondi della Banca d’Italia. Il piroscafo Lanciotto Padre, diretto a Taranto, andò perso verso le ore 10 del 16 settembre in seguito alla deflagrazione di una mina, probabilmente italiana, nel Golfo di Taranto. Il team di subacquei, composto dai “profondisti” Alex Gubello, Alberto Liturri, Matteo Ciccarese e il responsabile della spedizione Andrea Costantini, con il supporto di superficie di Raffaele Onorato, Nico Gubello e Roberto Specchia, decidono di effettuare alcune immersioni per documentare e identificare con esattezza il nome del relitto. Pur essendo una nave militare di modesta lunghezza , 50 metri, a quella profondità hanno tempi di fondo molti ristretti, e devono effettuare più un’immersione per visionare tutto il relitto. Ma riesco nel loro intento identificandolo come il “Lanciotto Padre”, che si aggiunge alla lista degli innumerevoli “tesori” custoditi nel nostro mare. Insieme  costituiscono un percorso turistico di fondamentale importanze sia a livello economico sia a livello storico, ed grazie alla tenacia e alla passione di centri sub qualificati che possiamo ammirare e scoprire la nostra storia. In questo percorso fanno  parte Il “Pugliola” l’incrociatore “Quail”, Il ” Caterina Madre” e l’ormai famoso Bombardiere tedesco “Junker 88”. Ogni estate il Diving Costa del sud porta i suoi clienti a visitare questi relitti, dedicando  loro il giusto riconoscimento raccontando ai sub la loro storia.

By | 2018-02-11T09:02:57+00:00 gennaio 25th, 2018|Categories: Archeologia, Ultimi articoli|Tags: |0 Comments

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